È dura per i prodotti biologici affermarsi sul mercato russo: lo stesso significato della parola "biologico" non è del tutto chiaro per il pubblico e i prezzi sono inaccessibili per il russo medio.
Il sistema di certificazione non è ancora standardizzato e ci sono pochi produttori biologici locali certificati: pertanto, i prodotti sono soprattutto importati.
La maggior parte della produzione nazionale si concentra nelle zone fertili  intorno alle città di Kursk, Tula, Belgorod (Russia), in Siberia (Omsk, Novosibirsk), al nord-est (Arkhankelsk) e nel sud (Stavropol), e le produzioni più rilevanti sono grano saraceno, miglio, erba medica, lino,  frutti di bosco e piante selvatiche, che da un lato non sono sufficienti a comporre un paniere soddisfacente, dall’altro prendono prevalentemente le vie dell’export.
Secondo una ricerca dell’istituto Comcom, il numero di russi che sono pronti a pagare di più per i prodotti biologici è in aumento. Se a livello nazionale il tasso è del 10%, a Mosca la percentuale è aumentata del 21%. È interessante notare che, anche nei gruppi con redditi bassi, il 37% si dice pronto a pagare di più per un’alimentazione sana (tra i redditi più elevati la percentuale ha raggiunto il 78%).
Sulla base della ricerca, i più attivi nel consumo di prodotti biologici si trovano nella classe media di Mosca e San Pietroburgo, nella fascia d’età tra 25-45 anni e con un elevato livello di istruzione.
Ci sono due gruppi di persone all'interno della categoria:
  • il segmento ad alto reddito, che vuole seguire gli atteggiamenti occidentali alla moda .
  • il segmento a reddito medio, che vuole migliorare la propria salute attraverso un'alimentazione corretta.
Secondo una ricerca di mercato di ARMI marketing, tra i consumatori interessati ai prodotti biologici il 13% li acquista nelle farmacie, un altro 13% nei negozi specializzati e il 74% nei supermercati.
Secondo un’indagine di CVS Consulting, che ha intervistato  i visitatori dei grandi supermercati di Mosca, il 65% ha dichiarato di non comprare un prodotto se ha conservanti, il 50% rifiuta di acquistare prodotti se hanno additivi chimici, e il 33% non vuole mangiare alimenti con OGM.
La conoscenza dell’effettiva qualità dei prodotti è scarsa, ma è diffusa l’opinione che il prodotto biologico sia “ naturale di alta qualità”, e per tale motivo chi ha la disponibilità economica è pronto a pagare di più.
Per molto tempo alcune imprese locali hanno usato termini come "ecologico" e "bio", senza il sostegno di alcuna certificazione, il che ha indotto a una generale scarsa fiducia sulla produzione nazionale (secondo CVS Consulting, circa il 38% dei consumatori a Mosca non si fida generalmente delle informazioni sulle etichette) e sull’orientamento a quelli esteri.
I consumatori russi sono in generale più diffidenti rispetto a quelli dell'Europa occidentale, il che complica la vita a chi intende proporre loro un prodotto che assomiglia a quello tradizionale, ma costa tre volte di più.


La nostra indagine è riferita in particolare a Mosca.
Il negozio specializzato Ryzhaya Tykva (“zucca arancione”) che aveva aperto le porte nell’aprile 2004, ha chiuso dopo meno di tre anni, ma sempre a Mosca negli anni seguenti sono stati lanciati altri punti vendita.
Il supermercato Grunwald inaugurato nel settembre 2006 è in uno dei quartieri più favorevoli di Mosca (sulla esclusiva Rublyovskoe Shosse, storicamente uno dei più ricchi e alla moda sul mercato di Mosca)  ha una superficie totale di 1.530 m² (860 m² di superficie di vendita e oltre 3.000 referenze che coprono l’intera gamma alimentare), ha al suo interno un forno per pane e dolci da 100 m² (rifornito esclusivamente -con prodotti finiti e semilavorati poi cotti in negozio- dal forno biologico tedesco Schedel),  una caffetteria, attrezzature per la produzione di cioccolato artigianale, aree di degustazione, un salone di bellezza e spazi per la preparazione di prodotti per asporto.
Il 95% dei prodotti proviene da fornitori europei. Germania, Francia, Italia, Svizzera e Belgio sono i principali (è interessante notare che praticamente tutti gli accordi di fornitura si sono conclusi al BioFach).
Tra i fornitori molti produttori e distributori europei noti, come Ecomaat, Klar, Dr. Hauschka, Martin Evers Naturkost, Oleanat, Sodasan, Söbbeke, Vivani e Voelkel. L'azienda ha un magazzino per lo stoccaggio in Germania e uno per la distribuzione a Mosca.
Lo scontrino medio è compreso tra i 150 e i 200 euro.
Il target di consumatori è rappresentato dalle persone che sanno cosa significa biologico e perché i prodotti siano migliori;  spesso viaggiano  all'estero, dove hanno conosciuto i prodotti, qualcuno magari già ordinava direttamente dai fornitori stranieri;  per lo più si tratta di persone di condizione economica elevata.
Bio Gourmet, negozio biologico e bar fast food, inaugurato nel dicembre 2006, offre più di 2.000 prodotti - carne, pesce, verdura fresche, frutta e cosmetici provenienti da tutto il mondo - tra cui la Siberia e il Lago Baikal, ma la maggior parte proviene dall'Europa.
Nel forno interno viene preparato pane fresco tre volte al giorno, l’ortofrutta arriva settimanalmente dalla Francia.
Il negozio gestisce un servizio di consegna in tutta Mosca e la caffetteria serve una vasta gamma di piatti biologici. 
Sette sono i negozi Globus Gourmet, che vendono prodotti d’alta gamma, biologici compresi,  provenienti da America, Europa, Asia e Africa, mentre altri due negozi sono a insegna Organiclab (ambedue con caffè le cui specialità sono i frullati freschi). Molti dei supermercati convenzionali di Mosca hanno sezioni per gli alimenti biologici, con la gamma più ampia da Azbuka Vkusa.
Non manca qualche negozio specializzato di piccole dimensioni, e qualche prodotto è reperibile anche nei punti vendita new age.


Il prezzo dei prodotti biologici è notevolmente superiore a quello dei prodotti tradizionali, spesso anche dei prodotti di classe premium (ma i ricarichi dei dettaglianti sono anch’essi cospicui).
I fattori che influenzano l’interesse dei consumatori per i prodotti biologici sono:
  • miglioramento della propria  situazione economica
  • problematiche ecologiche nelle città
  • riduzione della gratuità del servizio sanitario, che stimola riflessioni sulla salute
  • informazioni sugli OGM nella catena alimentare
  • informazione sugli ingredienti salutari
  • informazione sull’uso della chimica in agricoltura
  • un "lifestyle" eco-fashion importato dalla cultura occidentale
  • maggior quantità di prodotti provenienti da Paesi per cui i russi si fidano delle certificazioni biologiche.

Tutti questi fattori contribuiscono a creare un nuovo tipo di consumatore orientato all’acquisto di cibi sani, prodotti naturali e biologici.


Esiste un negozio on line, Arivera.ru,  che offre più di 3.000 prodotti biologici importati dall'Europa occidentale.
E’ importante conoscere gli ostacoli che rendoni faticosa la penetrazione dei prodotti in Russia. Per quanto siano in essere azioni per ridurne l’impatto e pagare “mazzette” sia un reato, in Russia è particolarmente diffusa la corruzione (la classifica degli Stati più corrotti, stilata ogni anno dall'osservatorio indipendente "Transparency International" la colloca al 147mo posto per la trasparenza). Una volta stipulato un contratto con un distributore, (meglio se con pagamento anticipato), la maggior parte dei problemi è risolta, ma prima di arrivarci la vita può essere complicata. Per spedire campionature e materiali da esporre in qualche manifestazioni fieristica  può risultare impossibile utilizzare gli spedizionieri che abitualmente praticano le tratte russe. Il carico può esser rifiutato o quotato a prezzi improponibili (il porto di un solo un pallet può costare come un carico completo diretto normalmente nella stessa località) ; ciò in virtù della tutela di “esclusive” non scritte a favore di taluni operatori. Non è neppure sempre possibile portare con sé le campionature pagando la tariffa aerea di superamento peso: sono segnalati frequenti pretestuosi ostacoli in dogana, anch’essi tesi a garantire l’ “esclusiva”. Stante l’interesse del mercato, tale situazione non deve scoraggiare e far escludere la Russia dalle programmazioni aziendali, ma è necessario tenerla presente, così come va tenuto presente che può in ogni caso presentarsi l’eventualità di costi non deducibili.